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quale ragione sociale segliete per fare AM? (3)


04-24-2015 10:14 AM #1 izzo79 (Member)
quale ragione sociale segliete per fare AM?

ciao a tutti,

posto che i consigli di esperti del forum, che però vivono fuori dall'Italia, è quella di aprire una LTD (tipo in UK) che però è fattibile solamente nel caso di residenti in loco (ad es. in Inghilterra), come vi comportate nei confronti della delicata scelta della forma giuridica se vivete in Italia?
Scegliereste per una società individuale con responsabilità ILLIMITATA sperando di:

a) usufruire de regime dei MINIMI
b) non incorrere in "problemini" di sorta lungo il percorso che non impongano di ricorrere all'utilizzo di beni personali

o esistono altre VIE?

PS: Se qualcuno di voi come me non ha ancora aperto una di P.IVA, aspettate di aver superato i 5.000 prima di aprirla?

thanks!


09-02-2015 01:28 PM #2 zenith78 (Member)

Ciao izzo79.

Non so se qualcuno ti ha risposto privatamente, nel frattempo.
Volevo dirti che sono nella tua medesima situazione.

Nei seguenti articoli che ho trovato in rete, si fa proprio riferimento al problema della Partita Iva per raccolta pubblicitaria in Italia.


http://www.robertoiacono.it/vendere-...nuta-dacconto/

http://www.commercialista.com/extra/...a-e-possibile/

http://www.dariovignali.net/aprire-l...va-per-il-web/


In verità il "mito" dei 5.000 euro è solo una bufala, perché la condizione per essere costretti a prendere la partita Iva è che l'attività sia costante e continuativa nel tempo. Un banner o un link pubblicitario lo sono sempre, perché rimangono in rete per 24 ore su 24.

Quindi si, in linea di principio, per poter guadagnare in rete devi prendere per forza prima la Partita Iva.

"Guadagnare", per l'appunto....

Se leggi bene, nel primo articolo, quello di robertoiacono.it, si fa riferimento ad un piccolo trucco. Secondo l'autore, congelando temporaneamente i pagamenti provenienti dall'Affiliate Network (in questo caso Amazon), non si è penalmente perseguibili a norma di legge, anche se non si ha la partita Iva. L'idea proposta nell'articolo è quella di accumulare abbastanza crediti, per poi prendere la Partita Iva, incassare ed avviare con tranquillità la propria impresa.

Attenzione! Io per primo non posso garantire che questo sistema funzioni con il Fisco italiano, perché non l'ho mai sperimentato. Motivo per il quale voglio indagare più a fondo sull'argomento nei prossimi giorni, chiedendo anche l'opinione di altri utenti italiani di questo forum, che invito fin d'ora a partecipare a questa discussione.

Certo è che, se quanto da me riportato fosse vero, potrebbe rappresentare la salvezza per molti italiani che si stanno avvicinando lentamente al mondo dell'affiliate marketing.

Sono il primo a dire, tuttavia, che "non è sempre tutto oro quello che luccica".


09-08-2015 06:44 AM #3 gabrielgoodhelp (Member)

Quote Originally Posted by zenith78 View Post
Ciao izzo79.

Non so se qualcuno ti ha risposto privatamente, nel frattempo.
Volevo dirti che sono nella tua medesima situazione.

Nei seguenti articoli che ho trovato in rete, si fa proprio riferimento al problema della Partita Iva per raccolta pubblicitaria in Italia.


http://www.robertoiacono.it/vendere-...nuta-dacconto/

http://www.commercialista.com/extra/...a-e-possibile/

http://www.dariovignali.net/aprire-l...va-per-il-web/


In verità il "mito" dei 5.000 euro è solo una bufala, perché la condizione per essere costretti a prendere la partita Iva è che l'attività sia costante e continuativa nel tempo. Un banner o un link pubblicitario lo sono sempre, perché rimangono in rete per 24 ore su 24.

Quindi si, in linea di principio, per poter guadagnare in rete devi prendere per forza prima la Partita Iva.

"Guadagnare", per l'appunto....

Se leggi bene, nel primo articolo, quello di robertoiacono.it, si fa riferimento ad un piccolo trucco. Secondo l'autore, congelando temporaneamente i pagamenti provenienti dall'Affiliate Network (in questo caso Amazon), non si è penalmente perseguibili a norma di legge, anche se non si ha la partita Iva. L'idea proposta nell'articolo è quella di accumulare abbastanza crediti, per poi prendere la Partita Iva, incassare ed avviare con tranquillità la propria impresa.

Attenzione! Io per primo non posso garantire che questo sistema funzioni con il Fisco italiano, perché non l'ho mai sperimentato. Motivo per il quale voglio indagare più a fondo sull'argomento nei prossimi giorni, chiedendo anche l'opinione di altri utenti italiani di questo forum, che invito fin d'ora a partecipare a questa discussione.

Certo è che, se quanto da me riportato fosse vero, potrebbe rappresentare la salvezza per molti italiani che si stanno avvicinando lentamente al mondo dell'affiliate marketing.

Sono il primo a dire, tuttavia, che "non è sempre tutto oro quello che luccica".
Ciao Zenith,

Come hai risolto?

Sono anch'io nella tua stessa situazione, e sto valutando la possibilità di aprire una UK Ltd, operare dall'Italia e pagare le tasse qui, ma avere comunque una serie di vantaggi burocratici d'oltremanica.

Cosa ne pensi di una simile configurazione?


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